Prevenire il raffreddore: rafforzare il sistema immunitario con i micronutrienti

La stagione fredda è il momento in cui si è più soggetti ai raffreddori. Le cosiddette infezioni respiratorie comuni sono le malattie più frequenti nei paesi industrializzati. Rappresentano circa il 40% di tutti i giorni di assenza per malattia di persone in età lavorativa e sono anche la principale causa di assenze scolastiche tra gli studenti.

I raffreddori nel 97% dei casi nascono da un infezione virale delle vie respiratorie e sono autolimitanti; ossia guariscono, anche senza alcuna forma di trattamento medico. Nelle infezioni di tipo virale, gli antibiotici non hanno alcun effetto, quindi solo raramente è necessaria una terapia antibiotica per una malattia da raffreddamento.

Le malattie delle vie respiratorie superiori vengono spesso definite influenza, ma raramente questo termine è giustificato. L’influenza non è una infezione blanda da virus, ma una grave malattia causata da virus influenzali. Le cause più comuni di infezioni respiratorie non sono i virus dell’influenza, ma i rinovirus, i coronavirus e i virus respiratori sinciziali.

Il termine “malattia da raffreddamento” indica chiaramente che queste malattie sono legate al freddo, ossia l’esposizione al freddo è considerata un fattore determinante nel provocare questi disturbi. Tuttavia a livello scientifico, in realtà è molto discusso in che misura il freddo costituisca la causa scatenante. Nella maggior parte degli studi non è stato possibile dimostrare che il freddo aumenti effettivamente il rischio di infezione. Tuttavia, il freddo porta di riflesso ad un restringimento dei vasi sanguigni nel tratto respiratorio superiore.

Quando il corpo è esposto al freddo, la circolazione sanguigna viene compromessa, motivo per cui circolano meno cellule immunitarie.
Ciò che è determinante per il contagio è il fatto che nei mesi freddi si è più a contatto con agenti patogeni. In autunno e in inverno i virus sopravvivono più a lungo anche senza un portatore. Inoltre in inverno passiamo più tempo al chiuso.
A questo si aggiunge un aumento della secchezza delle mucose del naso e della gola che determina un maggior rischio di infezione. Naturalmente, il funzionamento del sistema immunitario svolge un ruolo fondamentale nelle probabilità di infezione.
Il sistema immunitario è una rete complessa di strutture differenti che si dirama in tutto il corpo. Quindi non è un organo simile al fegato o al cuore. Il sistema immunitario comprende il midollo osseo, il timo, i linfonodi, la milza, la mucosa intestinale e la pelle. Il sistema immunitario è costituito da un gran numero di cellule immunitarie specializzate, nonché da diverse cellule immunitarie per la trasmissione delle informazioni e da immunoglobuline.

Il funzionamento del sistema immunitario può essere influenzato da vari fattori, che possono ad es.aumentare la predisposizione alle infezioni o favorire altre reazioni del sistema immunitario di tipo anomalo come allergie o malattie autoimmuni.

Il sistema immunitario viene indebolito da

  • stress psichico, ad es. irrequietudine, stress psicosociale persistente e / o intrapsichico
  • carenza di sonno
  • abitudini alimentari sbagliate, ad es. assunzione di un eccesso di calorie, malnutrizione
  • farmaci, ad es. antidolorifici, cortisone
  • inquinanti ambientali e veleni domestici
  • eccesso di generi voluttuari

Il sistema immunitario deve poter reagire in modo flessibile e veloce per affrontare nuove sfide, pertanto deve sempre avere a disposizione un buon apporto di micronutrienti. Già la carenza di un unico micronutriente può disturbare sensibilmente la competenza immunitaria. Anche il sistema immunitario, come tutti gli altri organi, è soggetto a un processo di invecchiamento. Il numero e l’attività biologica delle cellule immunitarie è quindi in calo con l’età. L’attività infiammatoria dell’organismo aumenta. Nel complesso, vi è una maggiore predisposizione alle malattie infettive. Questo può essere prevenuto o almeno mitigato da un buon rifornimento di micronutrienti.

Aminoacidi

Arginina
L’arginina interviene nella sintesi dell’ossido nitrico. I macrofagi producono grandi quantità di ossido nitrico per uccidere batteri e cellule, inoltre l’argina attiva le cellule natural killer.

Cisteina
La cisteina è un aminoacido solforato e una sostanza di base importante per la sintesi del glutatione. Il glutatione è un tripeptide costituito da cisteina, glicina e acido glutammico.
 È un importante antiossidante intracellulare e regolatore del metabolismo cellulare. Il glutatione aumenta la riproduzione dei linfociti. Una carenza di glutatione porta a una limitazione delle funzioni immunitarie. La cisteina è disponibile come integratore sotto forma di N-acetilcisteina. La N-acetilciteina (NAC) viene venduta come mucosolvente; lo spettro di azione di questa sostanza tuttavia è molto più ampio. La somministrazione di NAC in uno studio, ha ridotto significativamente l’incidenza e la gravità dei sintomi influenzali. NAC ha un effetto antiossidante e anti-infiammatorio.

Glutammina
La glutammina è un substrato nutritivo essenziale per la rapida divisione delle cellule, incluse le cellule immunitarie. La glutammina aumenta l’attività dei linfociti ed è anche importante per stabilizzare la mucosa che funge da barriera nell’intestino e nei bronchi. Un deficit di glutammina impedisce la rapida formazione di nuove cellule immunitarie. Infezioni, infiammazioni o altri gravi stress fisici e / o mentali riducono il pool di glutammina dell’organismo.

Glicina
La glicina fa parte della molecola del glutatione e possiede forti proprietà antinfiammatorie.

Lisina
La lisina è importante per la prevenzione e il trattamento dell’herpes labiale. Questo viene innescato dal virus herpes simplex di tipo 1. La lisina può anche essere presa a scopo preventivo – tuttavia allo stesso tempo andrebbe limitata l’assunzione di arginina. L’arginina infatti svolge un ruolo significativo nella crescita del virus dell’herpes.

Taurina
La taurina è un amminoacido solforato con numerose funzioni nel metabolismo. I granulociti neutrofili contengono taurina in misura notevole. Ciò contribuisce a limitare reazioni immunitarie che rilasciano molti radicali liberi. La taurina impedisce anche la formazione di citochine proinfiammatorie.

Vitamine

Vitamina A
La vitamina A è importante per l’integrità della pelle e delle mucose. Mucose intatte costituiscono una barriera importante contro gli agenti patogeni.
La vitamina A è indispensabile per la crescita dei linfociti B e quindi anche per la formazione degli anticorpi. Una integrazione di vitamina A favorisce la riproduzione dei linfociti T e l’attività delle cellule natural killers. Già una leggera carenza di vitamina A aumenta il rischio di infezioni di circa due/tre volte. Originariamente, la vitamina A veniva chiamata la vitamina anti-infettiva. La vitamina A non solo ha proprietà preventive, ma è anche importante in caso di infezioni già in corso, dato che le infezioni diminuiscono la concentrazione di vitamina A nell’organismo. Questo può essere evitato con un somministrazione di vitamina A. Diversi studi hanno dimostrato che la vitamina A ha un effetto protettivo contro la polmonite infantile.

Vitamina D
La vitamina D è una delle principali molecole regolatrici del sistema immunitario. La vitamina D induce la differenziazione di monociti e macrofagi e influisce anche sulla loro funzione. La vitamina D ha un effetto antinfiammatorio, infatti controlla la produzione di citochine nelle reazioni infiammatorie. Inoltre la vitamina D induce la formazione di peptidi antimicrobici e quindi migliora l’azione dei macrofagi. La carenza di vitamina D aumenta il rischio di infezioni respiratorie e di malattie autoimmuni. Una carenza di vitamina D favorisce lo sviluppo della bronchiolite nei bambini. Quando una persona è facilmente soggetta a infezioni, va controllato il valore della vitamina D, come base per un’integrazione mirata al fabbisogno personale.

Vitamina E
La vitamina E è un importante antiossidante liposolubile ed essenziale per il funzionamento del sistema immunitario. La vitamina E è importante per il mantenimento della competenza immunitaria negli anziani. Con l’aumentare dell’età, il funzionamento del sistema immunitario è ridotto, pertanto può essere rinforzato con l’integrazione di vitamina E. La vitamina E riduce la frequenza della polmonite negli anziani.

Vitamina B1
La vitamina B1 è fondamentale per la scomposizione dei carboidrati e ha proprietà antiossidanti. Uno stress ossidativo dovuto a una carenza di vitamina B1 può compromettere la funzione delle cellule immunitarie. Un apporto insufficiente di vitamina B1 è abbastanza diffuso, in quanto l’organismo ha una capacità di scorta ridotta per la vitamina B1. La vitamina B1 è importante per l’umore e per una buona prestazione fisica e mentale. Una compromissione dello stato psichico aumenta la predisposizione alle infezioni.

Vitamina B2
La vitamina B2 produce importanti coenzimi del metabolismo energetico. La carenza di vitamina B2 intensifica i processi pro-infiammatori nel corpo. Una carenza di vitamina B2 non è così rara. Occorre prestare attenzione ad un buon rifornimento di vitamina B2 soprattutto se si segue una alimentazione vegana.

Vitamina B3
La vitamina B3 costituisce la sostanza di partenza per la formazione di coenzimi NAD e NADP. La niacina ha importanti proprietà immunomodulanti e può influenzare la formazione di mediatori dell’infiammazione. La vitamina B3 è importante per limitare reazioni infiammatorie eccessive.

Vitamina B6
La vitamina B6 è fondamentale per il metabolismo degli aminoacidi e delle proteine. Una carenza di vitamina B6 altera l’immunocompetenza, specialmente nei pazienti anziani e limita la proliferazione dei linfociti, nonchè la formazione di varie sostanze di segnale e anticorpi. Complessivamente una carenza di vitamina B6 altera la risposta immunitaria umorale e cellulo-mediata.

Vitamina B12
La vitamina B12 è essenziale per convertire l’acido folico nella sua forma attiva. L’acido folico è necessario per la sintesi del DNA, ciò significa che la moltiplicazione delle cellule immunitarie dipende dalla fornitura di acido folico. Un buon apporto di acido folico influisce anche sulla formazione di interleuchina-2. Il rifornimento di vitamina B12 negli anziani è spesso inadeguato, in quanto con l’aumentare dell’età diminuisce la capacità di assorbimento della vitamina B12. Anche l’assunzione di inibitori della pompa protonica o di metformina può peggiorare il livello di concentrazione della vitamina B12. Importante: una integrazione di vitamina B12 per persone che seguono una dieta vegana è indispensabile.

Vitamina C
La vitamina C è un antiossidante idrosolubile importante ed è anche essenziale per il funzionamento del sistema immunitario. Una carenza di vitamina C aumenta il rischio di infezioni respiratorie. In caso d’ infezione cresce il fabbisogno di vitamina C dei granulociti. L’assunzione di vitamina C durante una malattia da raffreddamento può ridurre la gravità dei sintomi. Anche nel trattamento della polmonite, specialmente negli anziani, la vitamina C ha un effetto benefico. Per decenni, si è discusso in che misura abbia senso integrare la vitamina C per il raffreddore. Lo stato attuale delle conoscenze indica che la vitamina C migliora l’intensità dei sintomi del raffreddore e ne riduce la durata. A livello preventivo, la vitamina C appare particolarmente efficace nelle persone esposte a uno stress fisico elevato.

Oligoelementi

Selenio
Il selenio è un oligoelemento essenziale e nell’organismo agisce su varie selenoproteine, ad es. sulla glutatione-perossidasi. Il selenio è un antiossidante importante ed è anche necessario per il funzionamento del sistema immunitario. La carenza di selenio accentua la predisposizione a diversi tipi di virus, compresi i virus dell’influenza e aumenta la gravità dei sintomi influenzali. Il contenuto di selenio del cibo dipende dal contenuto di selenio del terreno. Nell’europa centrale i terreni sono poveri di selenio, per questo motivo una carenza di selenio è abbastanza diffusa. Soprattutto nei mesi autunnali e invernali, quindi, è necessario controllare i valori di selenio nel sangue e, se necessario, integrarlo.

Ferro
Il ferro è un oligoelemento con proprietà molto diverse. È importante non solo per il trasporto di ossigeno, ma anche per la produzione di energia, il metabolismo dei nervi, la capacità detossificante del fegato, la sintesi del collagene, ecc. Una carenza di ferro porta anche ad un danneggiamento delle funzioni immunitarie. Il ferro è necessario per la sintesi del DNA e quindi per la proliferazione dei linfociti e per il burst respiratorio; con quest’ultimo si intende la formazione e il rilascio di radicali dell’ossigeno (ROS) da parte di alcune cellule immunitarie necessarie per la digestione intracellulare dei batteri. Nel caso di infezioni di tipo batterico non va eseguita una terapia a base di ferro, perché il ferro favorisce la crescita dei batteri. La proteina ferritina che è la proteina di deposito del ferro in presenza di infezioni e infiammazioni di solito aumenta e pertanto in tal caso non costituisce il marcatore adatto per valutare un sufficiente apporto di ferro.

Rame
Una carenza di rame porta ad una riduzione del numero di leucociti (leucopenia). La carenza di rame riduce anche l’efficacia del burst respiratorio. Inoltre, nel caso di una carenza di rame si riduce il numero di cellule natural killer.

Zinco
Lo zinco partecipa all’attività di oltre 300 enzimi. Molte funzioni del sistema immunitario dipendono dallo zinco. Nel caso di una carenza di zinco si riducono l’attività e il numero dei linfociti. Una carenza di zinco non solo aumenta la predisposizione alle infezioni, ma promuove anche lo sviluppo di allergie e malattie autoimmuni – una carenza porta quindi a un’ alterazione dell’intero sistema immunitario. Una integrazione di zinco inibisce l’attività del virus dell’ herpes e di virus che provocano il raffreddore. Nel caso di infezioni acute e raffreddori, una integrazione di zinco, ad es. sotto forma di compresse da sciogliere in bocca, può ridurre la durata della malattia, tuttavia sono necessarie quantità superiori a 75 mg al giorno. Lo zinco funziona meglio se viene assunto entro le prime 24 ore dall’esordio dei primi sintomi del raffreddore. Lo zinco riduce anche la durata di polmoniti gravi.

Altri micronutrienti

Carnitina
La carnitina è una molecola di trasporto degli acidi grassi nei mitocondri. È quindi molto importante per il metabolismo energetico. La carnitina ha proprietà immunomodulatorie e antinfiammatorie. Aumenta la proliferazione dei linfociti e la capacità di fagocitosi dei leucociti.

Coenzima Q10
Il coenzima Q10 è di fondamentale importanza per il metabolismo energetico. Le cellule immunitarie hanno un fabbisogno energetico elevato. Inoltre, il coenzima Q10 è un antiossidante lipofilo in grado di rigenerare sia il glutatione ossidato che la vitamina E.

Magnesio
Il magnesio, definito come il micronutriente anti-stress, è importante anche per l’immunocompetenza. È ormai risaputo che il sistema nervoso e il sistema immunitario sono fortemente collegati. Questo spiega anche perché lo stress mentale ha un effetto immediato sull’immunocompetenza. Emozioni negative, come ad es.le arrabbiature, gli attacchi d’ira e l’ansia, aumentano la predisposizione alle infezioni.

Ulteriori misure per ridurre l’insorgere di malattie delle vie respiratorie

In caso di un’epidemia di influenza si dovrebbe evitare il più possibile di soffermarsi in luoghi affollati. È anche importante lavarsi le mani dopo aver stretto le mano di persone raffreddate. I comuni virus del raffreddore rimangono attaccati a molti oggetti di uso quotidiano, come ad esempio stoviglie, vestiti, ecc.

Anche diverse sostanze vegetali o fitoterapici possono contribuire al miglioramento della competenza immunitaria, per es. l’echinacea, il ginseng siberiano (eleuterococco), la rodiola, il ginseng. Rimedi naturali di erbe possono essere combinati senza problemi con integratori a base di micronutrienti.

In generale, si raccomanda una dieta ricca di sostanze nutritive e vegetali. Inoltre va assolutamente evitata una carenza di proteine, tuttavia sono da preferire le proteine vegetali.

Influenza e malattie respiratorie da raffreddamento: i micronutrienti rafforzano il sistema immunitario!

In base alle indagini del Robert Koch Institute, le malattie respiratorie aumentano sistematicamente nei mesi invernali. Il termine “raffreddamento” implica che il freddo svolge un ruolo centrale nello sviluppo delle malattie respiratorie. A questo proposito ci sono diverse teorie. Quando il corpo è esposto al freddo, la circolazione sanguigna viene compromessa, motivo per cui circolano meno cellule immunitarie. Un’altra spiegazione per il raffreddore comune potrebbe essere che nei mesi freddi passiamo più tempo al chiuso, e a causa del contatto più stretto con altre persone, possiamo più facilmente prendere il raffreddore.

Stanze scarsamente arieggiate e riscaldate possono anche portare alla disidratazione delle mucose, che diventano quindi più predisposte al contagio con i virus.

 

Da distinguere dai comuni raffreddori è l’influenza, che negli ultimi anni si verifica sempre più di frequente e in forme difficili da debellare. Oltre al naso chiuso e al mal di gola subentrano spesso febbre, tosse forte e non di rado un coinvolgimento dei polmoni passando a vere e proprie forme di polmonite.

 

Per la prevenzione dell’influenza e del raffreddore si consiglia uno stile di vita sano, una dieta equilibrata, un sonno adeguato e lunghe passeggiate invernali. In ogni caso, è utile rinforzare il sistema immunitario con micronutrienti o evitare carenze di micronutrienti facendo analisi del sangue di controllo. L’importanza di un buon stato dei micronutrienti viene esplicitamente confermata dai seguenti studi:

  • Nel febbraio 2015, gli scienziati finlandesi hanno pubblicato una meta-analisi sull’efficacia delle pastiglie ad alto contenuto di zinco da sciogliere in bocca in caso di raffreddore. Sono giunti alla conclusione che le pastiglie di acetato di zinco rilasciano ioni di zinco fino ad una dose di circa 80 mg al giorno, trattamento molto utile per il raffreddore comune entro le prime 24 ore dal suo insorgere.

  • Diverse pubblicazioni hanno esaminato la relazione tra i livelli ematici di vitamina 25 (OH) D e le malattie respiratorie:

  • I ricercatori di Taiwan hanno trovato livelli significativamente più bassi di vitamina D3 in pazienti con sinusite cronica rispetto ai soggetti di controllo.

  • Gli scienziati statunitensi hanno studiato la correlazione tra la concentrazione di 25 (OH) -vitamina D in soggetti sani di controllo e le concentrazioni di 25 (OH) -Vitamina D in pazienti con polmonite in cura ambulatoriale. Nei 16.979 partecipanti allo studio, i livelli di 25 (OH) D erano inversamente proporzionali all’incidenza della polmonite.

  • Gli scienziati di Jena hanno anche trovato una correlazione tra la gravità della polmonite e i livelli di concentrazione di 1,25-OH-vitamina D.

  • Gli scienziati spagnoli hanno studiato i livelli di 25- (OH) -vitamina D nei bambini ospedalizzati per infezioni del tratto respiratorio inferiore e sono stati in grado di dimostrare che i livelli inferiori di 25- (OH) D erano correlati inversamente alla gravità della malattia.

  • A Bogotà, in Colombia sono stati controllati i micronutrienti di 27.000 bambini di età compresa tra i cinque e i dodici anni, valori tra cui la vitamina A, l’acido folico e la vitamina B12. La carenza di vitamina A aumenta il rischio di tosse associata a febbre. Concentrazioni di emoglobina più elevate erano associate a un minor rischio di otite media

  • Gli scienziati statunitensi sono stati in grado di dimostrare che l’integrazione con vitamina C in pazienti con basse concentrazioni di quetsa vitamina ha ridotto l’incidenza dei raffreddori e aumentato il livello di vitalità. Gli autori dello studio sono giunti alla conclusione che l’integrazione di vitamina C in caso di concentrazioni inadeguate porta a benefici per la salute misurabili.

  • I ricercatori cinesi sono stati in grado di mostrare più deficit di ferro, zinco e vitamina A nei bambini con polmonite rispetto a un gruppo di controllo.

  • Scienziati polacchi hanno potuto dimostrare che l’apporto di ferro e vitamina E è troppo basso nei bambini obesi. Grazie alle loro ricerche hanno potuto evidenziare che nei bambini e adolescenti in sovrappeso il livello di minerali, vitamine, ecc non è adeguato per un funzionamento ottimale del sistema immunitario

  • L’ amminoacido arginina costituisce il materiale di partenza per la formazione dell’ossido nitrico. Le infezioni virali aumentano in genere la produzione di ossido nitrico (NO). NO può attivare alcuni processi delle risposte immunitarie, ad es. può attivare l’ cGMP e aumentare il rilascio di p53 (oncosoppressore) inoltre può modificare alcune molecole mediante nitrosilazione. Una concentrazione adeguata di arginina supporta la difesa immunitaria.