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“Una salute di ferro!”

Il significato del ferro per la nostra salute

Il ferro è un oligoelemento di importanza vitale per tutti gli organismi, per le piante, gli animali e per gli uomini. Il ferro possiede diverse caratteristiche.
La quantità totale di ferro nel corpo umano ammonta a quattro o cinque grammi. Di questi, circa il 60 per cento si trova nell’emoglobina, il pigmento del sangue, il cinque percento circa nella mioglobina, il pigmento rosso dei muscoli e circa il 20 per cento nei composti ferritina ed emosiderina che costituiscono i nostri depositi di riserve di ferro. Il fegato è un organo importante per l’immagazzinamento del ferro e ne contiene circa un grammo.

Il ferro è un elemento essenziale di molti enzimi e quindi anche coinvolto in molte reazioni metaboliche. Negli enzimi, il ferro può essere presente nei cosiddetti centri ferro-zolfo (Cluster ferro-zolfo) o in forma di ferro – eme.

Sintomi importanti e malattie collegate a una carenza di ferro

In presenza di una carenza di ferro possono comparire diversi sintomi e malattie, come ad es: anemia, stanchezza e spossatezza, insufficienza cardiaca, disturbi della regolazione della pressione sanguigna, capelli e unghie fragili, maggior comparsa di rughe, caduta dei capelli, osteoporosi, disturbi della tiroide, disturbi del metabolismo dei grassi, disintossicazione insufficiente del fegato, disturbi della vista, depressioni e ansie, labilità vegetativa, debolezza del sistema immunitario e molto di più.

Diagnostica

Per valutare il rifornimento di ferro sono necessari più parametri di laboratorio. La misurazione del valore del ferro nel sangue da sola, non è sufficientemente indicativa. La ferritina è una proteina di deposito del ferro presente in tutto il corpo. Si tratta di un ottimo parametro per la valutazione della carenza di ferro, tuttavia solo se nell’organismo non sono presenti infiammazioni o infezioni attuali. Anche la saturazione della transferrina, un valore che può essere calcolato dalla concentrazione di transferrina e dalla concentrazione di ferro, costituisce un parametro efficace solo se non è presente un’ attività infiammatoria elevata. Nel caso di una infiammazione si dovrebbe preferire la determinazione del recettore solubile della transferrina (sTfR).

Alcune spiegazioni riguardo a questi parametri: le cellule che necessitano ferro possiedono sulla loro superficie dei punti di aggancio per la transferrina,(il cui compito è quello di trasportare il ferro) che vengono definiti recettori di transferrina. Una parte di questi recettori viene rilasciato nel sangue, in tal caso si parla di recettori solubili della transferrina. La concentrazione nel siero dei recettori solubili della transferrina è direttamente proporzionale alla concentrazione dei recettori di membrana. L’80/95 % dei recettori della transferrina si trovano sulle cellule dalle quali nascono i globuli rossi. Nel caso di una carenza di ferro aumenta la concentrazione dei recettori solubili di transferrina dato che le cellule che formano il sangue producono più recettori di transferrina.

La carne, è davvero una buona fonte alimentare di ferro?

È ancora diffusa l’opinione che per un buon rifornimento di ferro, sia necessario consumare la carne. In realtà il tipo di ferro contenuto nella carne, il ferro – eme, ha tutta una serie di effetti negativi sulla salute e aumenta il rischio di malattie cardio-vascolari, diabete e insorgenza di tumori.
Per un buon apporto di ferro la carne non è certamente necessaria. Diversi alimenti vegetali , come ad es le lenticchie, i fagioli bianchi, i piselli, i fiocchi di avena e il pane di segale sono ottime fonti di ferro. Peraltro uno studio nazionale tedesco ha riportato che la principale fonte di ferro della popolazione tedesca è il pane, infatti sia gli uomini che le donne sembra attingano la maggior quantità di ferro attraverso il consumo del pane.

Come si dovrebbe procedere nel caso di una carenza di ferro?

Una certa difficoltà nella diagnostica di una carenza di ferro è costituita dalla definizione dei limiti di norma del parametro della ferritina, range che anche tra gli esperti è spesso tema di controversie. Per le donne viene definito un range di norma tra i 15 e i 150 µg/l, per gli uomini la norma viene definita tra i 30 e 400 µg/l.
Studi internazionali considerano tuttavia valori inferiori ai 100 µg già una carenza di ferro.
Valori sotto i 100 µg possono causare già tutta una serie di sintomi importanti, come ad es: stati di depressione, disturbi della concentrazione, perdita dei capelli e molto altro.

A seconda del grado di carenza di ferro si valuta se sia più adatta una terapia orale a base di pastiglie oppure una serie di fleboclisi.